Tipi di imballaggio: primario, secondario e terziario

22 luglio 2020

Il tipo di imballaggio che riveste o in cui si conserva un prodotto ha implicazioni che vanno oltre la semplice protezione. Le dimensioni, il materiale e il design dell’imballo hanno da un lato un impatto diretto sui costi di stoccaggio e trasporto, dall’altro trasmetteranno una determinata immagine dell’azienda al cliente. Pertanto, la scelta degli imballaggi primari, secondari e terziari è un fattore strategico per l'azienda.

Nel nostro articolo esamineremo i concetti chiave relativi ai packaging (l’insieme di tutte le categorie di imballaggi) e al confezionamento (processo con cui si imballa il prodotto). Vedremo, quindi, quali sono i diversi tipi di imballaggio e che funzioni svolgono, però sempre dal punto di vista della logistica.

Qual è la differenza tra imballaggio primario, secondario e terziario?

Il confezionamento di un prodotto prevede diversi strati di imballaggio, che vengono definiti nella direttiva UE 94/62 /CE. Basandosi su questa disposizione è possibile classificare gli imballaggi in tre grandi categorie.

- Imballaggio primario: unità di vendita

Il packaging primario è quello che contiene e protegge il prodotto. Questo imballaggio è pensato per costituire un’unità di vendita in negozio e può avere forme diverse: lattine, bottiglie, sacchi, borse e via dicendo. Per questo può essere riciclato dopo il suo utilizzo (come il cartone di un prodotto) o utilizzato direttamente (come l’alluminio delle lattine).

Le funzioni dell'imballaggio primario sono quelle che seguono:

  • Identificazione del prodotto secondo le normative vigenti, visualizzazione delle informazioni relative all’utilizzo, nonché altri dati fondamentali come la data di scadenza.
  • A seconda del prodotto, l’imballaggio contribuisce alla promozione del brand e ad attirare l’attenzione del consumatore.
  • Conferimento di una posizione stabile nel punto vendita (l’imballaggio permette al prodotto di non ribaltarsi).
  • Isolamento del contenuto e protezione del prodotto sfruttando la minore quantità di materiale possibile.

- Imballaggio secondario o multiplo

L'imballaggio secondario o multiplo è un raggruppamento di imballaggi primari, ovvero di un di un insieme di unità di vendita. Questi packaging proteggono gli articoli e ne facilitano la commercializzazione. Un esempio è il tetra brik del latte: un solo brik costituisce l’imballaggio primario mentre il cartone contenente sei brik di latte costituisce l’imballaggio secondario.

Le funzioni dell'imballaggio secondario sono:

  • Permettere l’accatastamento e la pallettizzazione delle merci durante le fasi di trasporto e stoccaggio.
  • Contenere e proteggere una quantità specifica di prodotti.
  • Attirare l'attenzione del cliente, in particolare nel caso degli imballaggi secondari destinati direttamente alla vendita al pubblico.

- Imballaggio terziario

Il terzo livello del packaging è visibile soprattutto nei magazzini o nei discount. Poche volte i consumatori vedranno questo tipo di imballaggi. L’imballaggio terziario più noto è il pallet.

Le funzioni degli imballaggi terziari sono le seguenti:

  • Garantire la stabilità necessaria per la compattazione dei carichi.
  • Contribuire al massimo sfruttamento della capacità di stoccaggio dei magazzini.
  • Facilitare la movimentazione delle merci mediante veicoli industriali.
  • Garantire la sicurezza nel trasferimento dei carichi in quanto imballaggio omologato e fabbricato con materiali resistenti.
  • Promuovere il brand. Nel caso della logistica e-commerce, gli imballaggi terziari possono includere elementi visivi del marchio (un esempio può essere l'imballaggio altamente riconoscibile di Amazon).

A tal proposito, vale la pena ricordare il ruolo centrale dell'unità di carico, l'unità di base che l'azienda utilizza nelle fasi di trasporto e stoccaggio dei suoi prodotti. Possono essere pallet, scatole, contenitori, fusti, bobine, grandi contenitori per prodotti sfusi (GRG, IBC), sacchi o big bag.

Nella stessa struttura di stoccaggio possono coesistere unità di carico diverse, spesso differenziate per zone. In questi casi sarà opportuno installare dei tipi di scaffalature specifiche per poter conservare le UdC.

Tipi di imballaggio: imballaggio primario, secondario e terziario
Tipi di imballaggio: imballaggio primario, secondario e terziario

Fattori da considerare nella scelta dell'imballaggio

Dalla scelta dell’imballaggio dipendono una serie di costi per le aziende. Da una parte ci sono i costi diretti quali, ad esempio, l’acquisto di materiali o la gestione dei rifiuti. Dall’altro troviamo i costi indiretti, come quelli legati al processo di packing, movimentazione e stoccaggio o alle perdite dovute ai danni che subiscono le confezioni.

Scegliere gli imballaggi è una questione delicata, pertanto è auspicabile tenere in considerazione gli aspetti che elenchiamo di seguito:

  • Le caratteristiche del prodotto: stato (liquido, solido o gassoso), peso, volume, fragilità, stabilità (se si deforma o rimane stabile), deperibilità, livello di pericolo e valore del prodotto.
  • Il processo di produzione e confezionamento: determinerà quale tipo di imballaggio primario e secondario potrà essere utilizzato. Il formato potrà cambiare se il processo di packing verrà eseguito manualmente o automaticamente.
  • La gestione del trasporto e dello stoccaggio: in queste operazioni vanno analizzati molteplici aspetti che riguardano gli imballaggi. I principali sono: l'altezza di accatastamento, il tempo in cui resterà stoccato il prodotto, i diversi metodi di trasporto utilizzati dall'azienda (se questi generano vibrazioni che possono danneggiare le merci o meno) , la quantità di operazioni di carico e scarico a cui verrà sottoposto il packaging. Inoltre, è sempre preferibile considerare le operazioni di logistica inversa (alcuni imballaggi secondari sono pronti per essere riutilizzati nei resi di e-commerce) e le condizioni ambientali a cui saranno esposti (temperatura e livelli di umidità).
  • L'impatto ambientale dei rifiuti generati dall'imballaggio e le opzioni per il loro riciclaggio e riutilizzo.
  • Punto vendita: è necessario considerare dove verrà posizionato l’imballaggio nel negozio. Nel caso di un e-commerce, è consigliabile dare il giusto peso all'unboxing in quanto rappresenta il primo contatto (fisico) del cliente con il marchio e il prodotto.
  • Legislazione e regolamenti che regolano le caratteristiche dell'imballaggio. Vanno considerati i regolamenti tecnici (standard come UNE o ISO), i regolamenti di trasporto internazionali (contenuti nella normativa ISPM-15), il quadro normativo relativo all’ambiente e i regolamenti legati alla gestione di merci pericolose (come l'Accordo europeo relativo al trasporto internazionale su strada delle merci pericolose su strada (ADR)).

Strategie nella gestione degli imballaggi

Secondo il rapporto The Empty Space Economy di Forbes Insights, un quarto dello spazio dei contenitori e dei pacchi che vengono inviati e ricevuti ogni anno trasporta “aria”. Il 66% degli intervistati ritiene infatti che l’ottimizzazione dell’imballaggio porterebbe un risparmio del 25% del budget investito nel packaging.

Facciamo ora due riflessioni sulle principali strategie per migliorare l’efficienza nella gestione degli imballaggi.

- Standardizzazione delle misure degli imballaggi

La standardizzazione degli imballaggi comporta un migliore sfruttamento dello spazio in tutte le fasi della catena di approvvigionamento, dalla produzione al trasporto, fino allo stoccaggio. Per questo in Europa si predilige l’europallet come imballaggio terziario standard.

Inoltre, un accordo tra fornitori, operatori logistici, distributori e punti vendita nella scelta degli imballaggi produrrebbe un ulteriore incremento dei livelli di efficienza, soprattutto se il packaging è di dimensioni sottomultipli degli europallet (600x400mm, 600x800mm o 300x400mm). Ciò ottimizza l'accatastamento degli imballi su pallet e consente di limitare gli sprechi di spazio in magazzino e nei sistemi di stoccaggio.

Esempi di imballaggi efficienti e inefficienti in relazione all’europallet
Esempi di imballaggi efficienti e inefficienti in relazione all’europallet

- Automatizzare la movimentazione degli imballaggi

Questa strategia è possibile a due condizioni: in primo luogo è necessaria una profonda analisi delle caratteristiche dell'inventario per definire le misure di base degli imballaggi. Queste devono garantire la modularità necessaria per utilizzare il pallet europeo.

In secondo luogo vanno considerati i costi di trasporto legati al peso volumetrico, ovvero lo spazio che una merce occupa nel veicolo in relazione al suo peso (questa misura viene utilizzata dalle agenzie di trasporto o come guida per stabilire le tariffe delle spedizioni di pacchi leggeri ma voluminosi).

Pertanto al fine di ridurre gli sprechi di tempo e materiale nei processi di imballaggio, oltre alle bilance e alle etichettatrici automatiche, si può optare per l’implementazione dei seguenti sistemi: sistema di gestione del magazzino, postazioni per il controllo automatico delle merci in entrata e robot a supporto dei processi di confezionamento.

Imballaggi per una logistica più efficiente

Per una gestione degli imballaggi più efficiente è bene conoscere la classificazione degli imballaggi (primari, secondari e terziari) allo scopo di determinare in che maniera si ripercuoterebbero degli eventuali cambiamenti di packaging (inteso sia come supporto sia come processo).

In ambito industriale conviene valutare il grado di ottimizzazione degli imballaggi in base al materiale di cui sono fatti, alla tipologia di trasporto, in relazione ai processi di movimentazione e stoccaggio, alla gestione dei rifiuti e ai costi annessi. Solo attraverso una visione globale del processo sarà possibile scegliere il tipo di imballaggio più adatto alla realtà della propria azienda.