Operazione di valutazione e valorizzazione delle rimanenze di magazzino

Rimanenze di magazzino: definizione e valutazione

28 aprile 2020

Le rimanenze di magazzino incidono a livello operativo, economico e finanziario, rappresentando un aspetto critico per le imprese, soprattutto per quelle del settore manifatturiero.

Tutte le aziende in sede di chiusura dell’esercizio, quando arriva il momento di fare l’inventario di magazzino, eseguono una valutazione delle rimanenze allo scopo di rilevare le quantità fisiche di beni in giacenza da valorizzare.

In questo articolo vedremo cosa si intende esattamente con il termine rimanenze di magazzino e quali tipologie esistono. Nella seconda parte del testo, ci concentreremo sui principali metodi di valutazione delle rimanenze per comprendere meglio come valorizzarle.

Rimanenze di magazzino: definizione

Le rimanenze di magazzino sono tutti i beni acquistati da un’azienda che servono alla produzione o che vengono destinati alla vendita, ma che in sede di chiusura di esercizio sono rimasti in giacenza senza generare valore.

Si tratta di scorte di magazzino la cui stima non è da sottovalutare in quanto strettamente legate al fatturato aziendale.

Classificazione delle rimanenze: le 5 categorie principali

Le rimanenze possono essere suddivise in cinque tipologie principali:

  • Materie prime: componenti e risorse essenziali per la produzione, quali ad esempio le componenti di meccanica per l’automotive o frutta secca per una azienda alimentare, ad esempio.
  • Materie in corso di lavorazione (o WIP, work-in-progress): sono i semilavorati, ovvero tutte le merci il cui processo produttivo non è ancora terminato. Se un’azienda produce televisori, rientrano in questa categorie tutti gli apparecchi non finiti a disposizione dell’azienda.
  • Prodotti finiti: tutti i beni ottenuti dalle imprese in seguito ai processi di produzione. Sono quindi prodotti di propria fabbricazione.
  • Materie sussidiarie: tutti i materiali necessari affinché il processo produttivo possa svolgersi (stampanti, fogli, documenti ecc.).
  • Merci: tutti i beni acquistati e rivenduti senza subire trasformazioni rilevanti.

Per avere una visione completa e accurata dello stato delle materie prime lungo l’intera supply chain è possibile sfruttare i software gestionali per la produzione.

Dalle rimanenze di magazzino dipendono le fase operative legate all’intralogistica
Dalle rimanenze di magazzino dipendono le fase operative legate all’intralogistica

Metodi di valutazione e valorizzazione delle rimanenze

La valutazione delle rimanenze di magazzino viene effettuata a fine anno seguendo i criteri indicati dal Codice Civile nell’art. 2426. Il criterio scelto va poi mantenuto negli esercizi successivi, pertanto è bene allinearlo con le modalità di approvvigionamento e gestione delle scorte. Analizziamo nel dettaglio i metodi più diffusi.

Metodo della “media ponderata”

Si calcola il costo medio di tutti gli articoli acquistati durante un periodo. La media si ottiene dividendo il valore di tutti gli ordini per la quantità del bene acquistato. In altre parole, il costo medio ponderato considera la media del costo pagato per la merce per calcolare il valore delle rimanenze.

Facciamo un esempio chiarificatore: la nostra azienda compra più lotti di un determinato prodotto a prezzi differenti: 40 unità 60 euro, 50 unità a 50 euro e 20 unità a 30 euro. Il totale delle unità è 110 e il costo totale è di 140. La media ponderata si calcola come somma del costo delle unità diviso il totale del numero delle unità stesse.

Otterremo quindi 110 : 140 = 0,78. Se delle 110 unità ci restano 10 rimanenze, otterremo 10 * 0,78 = 7,80 euro, ovvero il valore delle scorte con metodo del costo medio ponderato.

Metodo di valutazione FIFO

Questo metodo suppone che i beni comprati prima siano i primi ad essere venduti, seguendo l’ordine di produzione o acquisto (si da precedenza all’inventario più vecchio). Ciò ha un impatto sia a livello contabile sia in termini operativi.

A livello contabile, il FIFO agevola la valutazione delle rimanenze di magazzino in quanto si vendono i prodotti nell’ordine in cui sono stati acquistati. Per cui a fine anno il valore delle scorte sarà pari alla somma dell’ultimo lotto acquistato (supponendo che i precedenti siano usciti prima dal magazzino). Il FIFO, oltre a indicare meglio il valore del magazzino a bilancio, aumenta anche il reddito netto perché il costo dei beni venduti sarà più basso (a parità di acquisti e rimanenze iniziali).

A livello operativo invece, è possibile adattare la logistica del centro applicando un metodo di stoccaggio FIFO, allineando pertanto la gestione contabile alla gestione fisica dei flussi effettivi di merci.

Metodo di valutazione LIFO

Il metodo LIFO prevede che le quantità di merci acquistate o prodotte più recentemente vengano vendute o usate per prime nei processi di produzione. È l’esatto contrario del metodo FIFO. Le aziende che utilizzano questo criterio dispongono di solito di scorte relativamente grandi. Va fatto presente che questo approccio non è sempre affidabile poiché le scorte vengono esposte maggiormente al rischio obsolescenza.

Ai tre metodi analizzati fino a questo punto si aggiunge il criterio del costo specifico mediante il quale si attribuiscono alle singole unità fisiche dei costi specificamente sostenuti per le stesse.

Al metodo di valutazione delle rimanenze di magazzino vanno associate le giuste soluzioni di stoccaggio
Al metodo di valutazione delle rimanenze di magazzino vanno associate le giuste soluzioni di stoccaggio

Buone pratiche per la gestione e il controllo delle rimanenze

Per valorizzare al meglio le rimanenze di magazzino vanno considerati principalmente due aspetti: la tipologia di attività che si svolge e la quantità di scorte presenti in magazzino. Più complessa è la gestione, maggiore sarà il rischio di errori di contabilizzazione in grado di alterare la relazione tra la variazione di magazzino e l’utile di esercizio. Vediamo tre buone pratiche che permettono di gestire le rimanenze in maniera più efficiente.

- Gestione delle scorte con software WMS

Per ottenere la massima efficienza nel controllo delle scorte, è auspicabile l’implementazione di un software per la gestione del magazzino. I moderni software gestionali come Easy WMS di Mecalux permettono di avere una visione totale e in tempo reale dell’inventario.

I sistemi digitali sono fondamentali per stimare e analizzare le rimanenze in maniera dettagliata e periodica. In più i software WMS forniscono report direzionali esaustivi che consentono a tutti - responsabili della logistica, manager e operatori - di capire lo stato e il valore della merce presente in magazzino. L’obiettivo è da un lato snellire ed efficientare le fasi operative, dall’altro mettere chiunque nella condizione di poter decidere al meglio come gestire le rimanenze.

- Valore delle giacenze e analisi ABC

Al fine di rendere più dinamico il controllo delle rimanenze di magazzino, si può seguire un approccio basato sull’analisi ABC. Questo vuole dire che bisogna concentrarsi sui prodotti che rappresentano l'80% del valore totale dell’inventario.

Dato che le merci conservate all’interno del magazzino possono avere valore diverso, meglio semplificare alcuni processi e priorizzare le giacenze che presentano maggior valore.

- Trasformare le rimanenze in KPI

Una conoscenza approfondita dello stock (in termini di entità e valore) è fondamentale per valutare il rendimento della propria attività. Se si combinano questi dati con l’indice di rotazione, e quindi alla movimentazione merce, è possibile ottenere una radiografia esatta delle scorte. Per le imprese di produzione, conoscere i valori numerici di queste categorie permette di estrapolare il valore reale di un intero processo produttivo.

In questo senso bisogna trasformare il conteggio delle rimanenze di magazzino in un KPI da analizzare di anno in anno. Così facendo si stabilisce una perfomance di base da cui partire quando si inizia il rendiconto annuale. Non solo, mettendo a confronto i dati attuali con i risultati degli anni precedenti si realizza una migliore pianificazione futura, intervenendo direttamente sul processo produttivo e su aspetti chiave quali l’allocazione delle risorse in magazzino.

Rimanenze di magazzino: capire i dati per migliorare

Più che valutazione e valorizzazione delle rimanenze bisognerebbe parlare di analisi qualitativa delle scorte. Grazie ai moderni software di magazzino è possibile ottenere una grande quantità di dati relativi allo stock. La facilità interpretativa delle analitiche esportate da un gestionale permettono poi di capire cosa fare per migliorare questa operazione.

Trasformare i dati in indicatori di prestazione e, successivamente, in strategie di miglioramento, permette alle imprese di evolversi e produrre più valore. Se vuoi saperne di più sulle nostre soluzioni di stoccaggio e sul software Easy WMS, contattaci e un nostro esperto ti mostrerà come gestire in maniera efficiente le rimanenze di magazzino.