Prodotti deperibili stoccati in un magazzino

Scorte di magazzino: tipologie e funzioni

20 agosto 2018

Conoscere le diverse tipologie di scorte di magazzino trasforma la sfida dello stoccaggio in una grande opportunità. Da un lato conservare uno stock di merci rappresenta un costo per l'azienda, Dall'altro, conoscere le tecniche per gestire al meglio le scorte, permette di trasformarle in "valore".

Dato che scorte e flussi delle merci sono due variabili interdipendenti, si evince che da una corretta gestione delle scorte, derivino processi operativi di maggiore qualità, con conseguente riduzione degli sprechi. Entrambi questi fattori contribuiscono ad incrementare la produttività di un impianto.

Il punto di partenza però è la conoscenza di ogni tipo di scorta presente in magazzino. Lo stock infatti può essere suddiviso in tre grandi categorie, vediamole nel dettaglio.

1) Scorte funzionali

Come indica il nome stesso, è una tipologia di scorte che suddivide le merci in base alla funzione che svolgono. Questa categoria comprende:

Scorte di sicurezza

Vengono usate in circostanze straordinarie. Tornano utili quando si verifica un picco di ordini o in caso di un ritardo nella consegna da parte dei fornitori. Un'azienda deve proteggersi da possibili incertezze ed assicurare un ininterrotto svolgimento delle operazioni.

Scorte di allerta

Si tratta di quelle che scorte che vengono usate in prossimità del reorder point (punto di riordino), indicatore che ci avvisa che è arrivato il momento di emettere un ordine di approvvigionamento. Non appena si raggiunge un determinato livello di stock, è opportuno procedere al rifornimento. Queste scorte servono (insieme allo stock di sicurezza) a scongiurare il rischio di una rottura di stock.

Scorte stagionali

Sono quelle che si accumulano nei periodi di "bassa" domanda e che vengono utilizzate quando aumenta la domanda.

Scorte inattive

In questa categoria rientrano i prodotti obsoleti o che si trovano nella fase terminale del loro ciclo di vita. Si tratta di merci che non possono più essere vendute o integrate negli ordini dei clienti. Un controllo costante delle referenze presenti in magazzino contribuisce a dissipare il rischio di "proliferazione di codici", argomento che è possibile approfondire nell'articolo dedicato al codice SKU.

Scorte in transito (viaggianti o in lavorazione)

Sono quelle presenti nel processo di produzione o commercializzazione. Si tratta di prodotti che si muovono tra due punti della supply chain e ottimizzano il collegamento tra le aziende e i fornitori.

Scorte speculative

Queste scorte si creano per trarre vantaggio da un particolare scenario di mercato. Se l'azienda, ad esempio, prevede nel breve termine un aumento del prezzo di acquisto di un certo prodotto, può immagazzinarlo per speculare sul prezzo in seguito.

Scorte di ciclo

Sono le scorte che l'azienda accumula oltre le proprie necessità nel breve periodo per beneficiare di uno sconto quantità.

2) Scorte classificate in base al ciclo di vita

È un tipo di categorizzazione che si basa sulla durata massima di un prodotto, che ovviamente si riflette nel tempo massimo che può restare fermo in magazzino.

Scorte di prodotti deperibili

Tutti i prodotti che si deteriorano col tempo o che hanno un ciclo di vita determinato.

Scorte di prodotti non deperibili

In questi prodotti non incide minimamente il fattore tempo, pertanto si possono stoccare per lunghi periodi.

Scorte con scadenza

Questi prodotti non si potranno più vendere una volta superata la data di scadenza indicata sulla confezione. Nel settore alimentare è un fattore chiave. Per questa ragione è essenziale la tracciabilità e il controllo totale dello stock.

Un software di gestione del magazzino ti aiuta a tenere tutti i dati in ordine e a non ritrovarti con lotti scaduti che occupano inutilmente vani sulle scaffalature trasformandosi in "scorte morte".

Prodotti deperibili stoccati in un magazzino
Prodotti deperibili stoccati in un magazzino

3) Livelli delle scorte (classificazione operativa)

È un'altra maniera di creare tipologie di scorte di magazzino. In questo caso lo stock viene classificato in base il tipo di organizzazione operativa e alle esigenze quotidiane dell'azienda.

Livello ottimale

L'equilibrio perfetto in funzione degli obiettivi dell'azienda. Si tratta del livello di scorte che permette di ridurre i costi, di ottimizzare la redditività e di rispondere adeguatamente anche nei periodi in cui le richieste sono minori.

Una gestione oculata delle quantità di scorte eviterà eventuali rotture di stock e gli eccessi (che potrebbero saturare il magazzino).

Scorte totali

Si riferisce a tutte le referenze disponibili nel magazzino.

Scorte nette

Tutte le scorte presenti in magazzino escluse quelle destinate agli ordini e ancora da elaborare.

Scorte disponibili

Questo stock è la somma delle scorte nette e dei prodotti inviati dai tuoi fornitori, ma che ancora non stati ricevuti.

Scorte minime

La quantità minima di referenze da tenere in magazzino per evitare di mettere a rischio i processi produttivi o distributivi.

Scorte massime

La quantità limite di materiali da tenere in magazzino oltre la quale sia i costi di gestione sia i tempi di smaltimento aumenterebbero considerevolmente.

Da una corretta gestione delle scorte dipende la produttività di qualsiasi magazzino. Cerca di avere sempre una visione completa di ciò che è fermo sulle scaffalature realizzando controlli continui che interessino tutti i prodotti. Conoscere le tipologie di scorte di magazzino, il suddividerle per funzione, data di scadenza o modalità operativa, ti aiuterà ad apportare ulteriore efficienza all'impianto e all'organizzazione delle merci.

Queste sono le tipologie di scorte più comuni, ma ricorda che puoi suddividere ulteriormente lo stock e creare micro classificazioni customizzate: per esempio in base al valore economico (e quindi in relazione a un'analisi ABC) o per utilità (commerciale o industriale).