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Stoccaggio e movimentazione di prodotti voluminosi

I magazzini per prodotti speciali e voluminosi servono ad accogliere le referenze più complesse da stoccare e movimentare.

Per lo studio dei metodi di stoccaggio di queste merci, che possono essere classificate come atipiche, è necessario raggrupparle in tre categorie:

  1. Prodotti lamellari.
  2. Prodotti tubolari.
  3. Prodotti cilindrici.

Questa è una classificazione elementare, dal momento che la forma incide direttamente sui metodi di movimentazione e stoccaggio di gran parte delle merci. Oltre alla forma del carico, ci sono altri fattori da valutare nella classificazione di tali merci: la fragilità, la sicurezza, la pericolosità e soprattutto il volume e il peso.

Vediamo le caratteristiche di ciascun gruppo di prodotti.

Movimentazione e stoccaggio di merci di tipo lamellare

Questo tipo di carichi vengono suddivisi in base al grado di fragilità (da minore a maggiore):

  • Lastre di lamiera.
  • Lastre di plastica.
  • Pannelli e lastre di legno.

Lastre di lamiera (metallo)

Per studiare la modalità di movimentazione bisogna analizzare il grado di flessibilità stabilito in funzione delle dimensioni e dello spessore della lastra. Maggiori sono le dimensioni della lastra e minore è lo spessore, maggiore sarà la flessione.

Vediamo alcuni esempi concreti:

  • Lastre di lamiera tagliate in piccole dimensioni: per movimentarle è necessario riunirle su una piattaforma di legno o su un pallet e fletterle. In questo modo si prepara un’unità di carico solida e praticamente indeformabile che può essere movimentata e stoccata con i sistemi tradizionali di movimentazione e di stoccaggio.
  • Le lastre di grandi dimensioni e di un certo spessore: sarà necessario ponderare il danno che la movimentazione potrebbe provocare sul materiale. Da un lato esiste il problema della flessione della lastra che può diventare permanente (ad esempio può rimanere incurvata); dall’altro una movimentazione inadeguata potrebbe provocare segni sul materiale e comprometterne la qualità (con conseguente danno economico).

Per ridurre gli effetti della flessione, è fondamentale accorciare la distanza tra i sostegni degli elementi di sollevamento e stoccaggio e gli elementi sporgenti dei carichi al di fuori dei medesimi.

A tale fine, è possibile adottare tre strategie:

  • Usare un maggior numero di forche.
  • Implementare più sostegni rispetto a quelli utilizzati abitualmente.
  • Movimentare le lastre su una piattaforma.

Scaffalatura a sbalzo presente all'interno di un magazzino

Scaffalatura a sbalzo presente all'interno di un magazzino.

Oltre alla flessione, è indispensabile considerare un secondo aspetto: il peso. Si tratta di prodotti con una densità di gran lunga superiore a quella delle merci che si movimentano di solito, pertanto le macchine e le scaffalature devono essere opportunamente dimensionate. È necessario tenere conto del fatto che un metro cubo di ferro pesa circa 8000 kg.

Lastre di plastica

La movimentazione di lastre di plastica presenta solo il problema della flessione del materiale. Esistono molti tipi di plastica dura che vengono movimentati sotto forma di lastre o lamiere, i cui coefficienti di flessione variano.

Tuttavia, il comportamento delle plastiche dure è sempre molto simile. Il problema sorge soltanto per le lastre di grandi dimensioni nelle quali, di fatto, la flessione è relativamente ridotta. 

Per la movimentazione si può procedere in due modi:

  • Movimentazione di lastre di medie e piccole dimensioni: il modo abituale è esattamente uguale a qualsiasi altro carico di dimensioni analoghe e il loro stoccaggio non comporta ulteriori problemi.
  • Movimentazione di lastre di grandi dimensioni: vanno despositate vassoi di legno e prelevate direttamente. A tale fine, si dispongono dei sostegni tra una lastra e l’altra per lasciare uno spazio tra loro, sufficiente per inserirvi le forche dei carrelli elevatori.

Le lastre di plastica non presentano gli ulteriori problemi del peso eccessivo o della possibilità di danneggiare la merce, come per le lastre metalliche.

Lastre e pannelli di legno

Nel caso delle lastre di legno è necessario lo stoccaggio avvengono allo stesso modo ed è condizionato dalla flessibilità del materiale.

Nel caso dei pannelli, la rigidità dipende dallo spessore del legno. Solitamente vengono trattati in modo simile alle lastre di lamiera. Tuttavia, al momento di tenere conto del fattore peso, la densità di questo materiale è inferiore rispetto a quella del metallo e un metro cubo di legno pesa all’incirca dai 650 agli 800 kg.

I pannelli di medie dimensioni possono essere stoccati su scaffalature portapallet con rompitratta speciali o su scaffalature cantilever.

Movimentazione e stoccaggio di profili tubolari

Per lo studio dello stoccaggio di questi carichi bisogna considerare la caratteristica che più ne ostacola la movimentazione, ovvero la capacità di mantenere la propria forma.

Scaffalatura cantilever su cui vengono stoccati prodotti tubolari

Scaffalatura cantilever su cui vengono stoccati prodotti tubolari.

Per iniziare, è necessario distinguere fra tubi rigidi (in acciaio o cemento, ad esempio) e tubi semirigidi (come quelli di plastica). La movimentazione e lo stoccaggio delle due tipologie sono completamente diversi, così come il sistema per la conformazione delle unità di carico.

Tubi rigidi di calibro medio/grande

Questo tipo di profilati di grandi dimensioni vengono stoccati solitamente all’esterno degli stabilimenti. Si formano delle piramidi reggettando i tubi a tre a tre e accatastandoli o appoggiandoli uno contro l’altro all’interno di strutture verticali in modo che abbiano maggiore stabilità..

Quando vengono stoccati sulle scaffalature, solitamente a sbalzo, è necessario evitare che i tubi rotolino all’esterno e perciè si inseriscono degli arresti sui bracci di sostegno. Laddove possibile, devono essere stoccati in pacchi piramidali di tre tubi reggettati, in modo che abbiano maggiore stabilità.

Da questa categoria sono esclusi i tubi di piccolo calibro che rientrano nella categoria dei carichi lunghi.

Tubi semirigidi

La movimentazione dei tubi in plastica dura, che vengono classificati come semirigidi, deve avvenire mediante unità di carico. Quest’ultime sono formate con gabbie di profilati saldati o in legno (con l’opportuna resistenza) al cui interno si alloggiano i tubi. Poiché il peso è relativamente leggero, il fattore più importante da considerare è il grande volume che solitamente presentano tali gabbie.

La movimentazione mediante carrelli elevatori laterali o frontali è semplice. La scelta dei mezzi dipende solo dallo spazio che occupano. Quando si utilizzano carrelli elevatori frontali sorge il problema della stabilità trasversale del carico, dal momento che il volume consistente e il peso ridotto creano un effetto molto pericoloso, che si accentua quando ci si appresta a stoccare la merce.

Escludendo questo fattore, l’ubicazione del carico avviene spesso con gabbie che fungono da supporto reciproco e permettono lo stoccaggio a catasta a grandi altezze. Lo stoccaggio di tubi semirigidi avviene all’esterno su scaffalature cantilever.

È bene evitare che i tubi sfusi possano rotolare, come avviene per i tubi rigidi: è necessario considerare la flessione del materiale e prevedere un maggior numero di supporti.

Movimentazione e stoccaggio di bobine

I tre tipi di bobina analizzati di seguito sono quelli di carta o cartone, lamiera e cavi. La movimentazione e lo stoccaggio di tali prodotti è completamente diversa da quelle esaminate in precedenza.

Bobine di carta

Si utilizzano carrelli elevatori con speciali pinze di serraggio rotanti. La dimensione delle macchine varia in funzione delle dimensioni delle bobine. Installando le pinze, le macchine perdono in capacità.

Per tale motivo, questa deve essere da 1,5 a 2 volte superiore rispetto a quella necessaria in origine al fine di movimentare correttamente il peso delle bobine. Tale margine varia in funzione del diametro dei carichi e di quante bobine vengono accatastate.

Lo stoccaggio di bobine di carta e cartone avviene esclusivamente all’interno degli stabilimenti. La catasta, vista l’elevata resistenza della carta quando si forma una bobina compatta, viene formata direttamente, ovvero posizionando le unità di carico una sopra l’altra senza alcun limite in merito.

Le bobine vengono srotolate in posizione orizzontale e accatastate in posizione verticale (in modo tale che non possano rotolare). La rotazione da una posizione all’altra avviene mediante le pinze delle macchine per la movimentazione.

Esistono anche due soluzioni per lo stoccaggio su scaffalature:

  • In posizione verticale su pallet.
  • In posizione orizzontale su cunei d’appoggio, movimentandole mediante forche o macchine specifiche.

In ogni caso, le dimensioni, il peso e la protezione applicata alla merce determineranno la migliore modalità di stoccaggio.

Bobine di lamiera

Queste unità di carico si movimentano su pallet. Il problema fondamentale è il peso visto che le grandi bobine di lamiera oscillano tra le 20 e le 30 t.

Si agisce in due modi:

  • Quando le bobine vengono movimentate direttamente, si utilizzano macchine di sollevamento dotate di un’asta o sperone che viene inserito dal foro centrale di avvolgimento, oppure si ricorre a un carroponte.
  • Quando vengono sistemate su pallet, si utilizzano carrelli elevatori, della capacità necessaria, dotati di forche di carico per pallet.

Lo stoccaggio di bobine grandi e pesanti avviene all’esterno e direttamente a terra. Le unità si dispongono in modo piramidale.

È possibile stoccare questi prodotti all'interno di magazzini costruiti per accogliere materiali speciali (centri impiegati nell'industria di trasformazione).

In questo caso lo stoccaggio avviene su scaffalature speciali, appositamente costruite e con gli opportuni profili. Si forma una struttura simile a un nido d’ape, sulla quale poggiano le bobine (una sopra ciascuna cella creata).

Bobine di cavi

In questo paragrafo parleremo della movimentazione e stoccaggio di bobine per cavi in acciaio e di bobine per cavi elettrici o telefonici multipolari isolati. Per la movimentazione di ciascuna tipologia di cavi sorgono delle problematiche specifiche per cui ognuno rappresenta un caso a sé stante.

I cavi di acciaio

Vengono avvolti in forma cilindrica, creando una bobina come unità di carico. La movimentazione può essere effettuata mediante gru, utilizzando il gancio installato sul puntello delle macchine, o tramite l’utilizzo delle forche dei carrelli elevatori a mò di sperone. Il metodo di movimentazione è lo stesso in entrambi i casi: inserire uno sperone nel foro centrale della bobina.

Lo stoccaggio avviene all'esterno e a terra avviene in genere senza ulteriori problemi, sebbene sia necessario tenere conto del fatto che risulta difficile disporre un carico sull’altro. Una soluzione può essere l'installazione di scaffalature portapallet, dal momento che il peso delle bobine è contenuto.

In caso contrario, è necessario fare ricorso a scaffalature simili a quelle delle bobine metalliche.

Cavi elettrici e telefonici multipolari

La soluzione adottata per la movimentazione e lo stoccaggio di questi prodotti è abbastanza diversa. Vengono di solito vengono avvolti su grandi bobine di legno o metalliche che creano un’unità di carico (a volte di grandi dimensioni) la cui movimentazione presenta alcune difficoltà.

Bobine stoccate su scaffalature per prodotti voluminosi

Bobine stoccate su scaffalature per prodotti voluminosi.

Innanzitutto. le bobine metalliche su cui si avvolgono questi grandi cavi non sono dotate di foro centrale di dimensioni adeguate per essere usato come elemento di presa (usando ad esempio uno sperone), quindi devono essere prelevate dalla parte esterna.

L’unico modo pratico di afferrare questo tipo di bobine consiste nell’utilizzare gru o adattatori installati sui carrelli elevatori al posto delle forche per pallet.

Le bobine di grandi dimensioni o dal peso elevato (o con entrambe le caratteristiche) vengono stoccate direttamente a terra e in alcuni casi accatastate in modo da formare delle piramidi. Quelle più piccole possono essere stoccate sulle scaffalature inserendo un asse di dimensioni e resistenza adeguate attraverso il foro che presentano abitualmente.

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