La crisi della Supply Chain rende difficile la consegna degli ordini

La crisi della supply chain e le sue cause

13 dicembre 2021

La ripresa economica mondiale si trova di fronte a una nuova difficoltà nel 2021: la crisi globale della supply chain. I cambiamenti del mercato derivati dalla pandemia hanno provocato la necessità di rivedere i processi logistici di molte aziende per affrontare questa nuova realtà.

In questo articolo analizziamo alcune delle cause della crisi della supply chain, così come le proposte logistiche per attenuarne gli effetti.

Cosa succede alla supply chain nel 2021?

La scarsità di chip, il collasso dei porti, il rincaro delle materie prime e la mancanza di trasportatori sono alcuni degli effetti più visibili dello sconvolgimento della supply chain. Si tratta di una situazione che si è estesa a livello mondiale come conseguenza della globalizzazione.

Secondo Accenture, il 94% delle aziende registrate nella lista Fortune 1000, le più grandi del mondo, hanno sofferto un’interruzione della loro supply chain a causa della pandemia da coronavirus.

Cause della crisi della supply chain a livello globale

La crisi della supply chain non ha origine da un’unica causa, ma da una somma di fattori che rendono difficile la fluidità nella consegna della merce ai clienti.

Ripresa irregolare

Uno dei motivi principali di questa crisi è, paradossalmente, la riattivazione del consumo. La zona euro ha sperimentato una crescita economica nel secondo semestre del 2021 spinta, soprattutto, dall’incremento dei consumi da parte dei privati. La società di consulenza Deloitte rileva che questa crescita è stata frutto di due fattori in particolare: la forte crescita della domanda dei prodotti e dei servizi inaccessibili durante le restrizioni della pandemia e l’aumento dei risparmi delle famiglie dell’eurozona che, secondo Deloitte, ammontano a 480.000 milioni di euro. Questa tendenza si sta osservando anche negli USA. La società di consulenza McKinsey prevede che la spesa dei consumatori durante il quarto trimestre del 2021 si rivalorizzerà del 7% rispetto al 2020, incentivata soprattutto da persone con entrate elevate e giovani consumatori.

Il graduale recupero della fiducia dei consumatori sta producendo un effetto rebound: la crescita della domanda di prodotti e servizi, soprattutto nei settori più colpiti dalla pandemia come, ad esempio, quello della ristorazione e del tempo libero.

Scarsità di contenitori marittimi

Le aziende che dipendono dal commercio internazionale si trovano di fronte alla scarsità di contenitori marittimi per il trasporto delle materie prime e dei prodotti finiti e ciò ha provocato l’aumento dei costi del noleggio. Uno studio della società di consulenza Drewry rivela che nel 2020 il prezzo dei contenitori aveva raggiunto il suo livello più alto dal 2011. Nel 2021, la previsione è che vengano fabbricati 5,2 milioni di contenitori; ciò rappresenta una progressione del 67% rispetto all’anno precedente.

Mancanza di trasportatori

La pandemia da COVID-19 ha accentuato anche il problema della mancanza di camionisti. Uno studio della società di consulenza logistica Transport Intelligence conferma un deficit di 400.000 di camionisti in tutta Europa, soprattutto in Polonia, Regno Unito e Germania. Secondo questo report, il Regno Unito si trova in una posizione particolarmente difficile: non solo sta affrontando la Brexit, ma anche la fuga di molti lavoratori europei che hanno abbandonato il Paese durante la pandemia man mano che crescevano i timori di una chiusura.

Rincaro delle materie prime

La crisi delle materie prime, come la gomma, la plastica e il legno, sta pregiudicando le aziende di vari settori. Il rapido recupero della domanda a livello globale ha provocato un rincaro delle materie prime ed i problemi di approvvigionamento stanno danneggiando quelle aziende che dipendono dall’importazione di materiali nei propri processi produttivi.

Secondo un rapporto del Banco de España, i problemi di approvvigionamento nella eurozona si riflettono nel notevole rincaro dei prezzi della produzione, anche se in modo molto eterogeneo in base ai settori.

Crisi dei semiconduttori

La mancanza dei chip, che limita i processi di produzione, è un’altra delle cause che hanno contribuito alla crisi della supply chain. “Il consumo di questa tecnologia si sta diffondendo in modo esponenziale. La mancanza di chip costituisce un grande ostacolo perché occorrono anni per costruire una fabbrica ed è un processo rischioso”, afferma Yossi Sheffi, direttore del MIT Center for Transportation and Logistics.

 

L’impatto della crisi dei chip avrà conseguenze a breve termine in settori come quello automobilistico. Uno studio della società di consulenza nordamericana AlixPartners prevede che nel 2021 i fabbricanti di automobili perderanno 210.000 milioni di dollari in tutto il mondo per la mancanza di chip.

Dipendenza dalla Cina

A questo quadro bisogna sommare l’eccessiva dipendenza della seconda economia mondiale, la Cina, che si trova in un processo di contrazione. I dati pubblicati dal National Bureau of Statistics of China indicano che tra luglio e settembre del 2021 il gigante asiatico è cresciuto un 4,9%, una cifra ben lontana dal 7,9% registrato nel secondo trimestre dell’anno. Questo dato potrebbe avere un effetto negativo sulla supply chain globale, soprattutto per le aziende che si riforniscono di merci cinesi e che stanno già soffrendo le conseguenze della crisi.

Superficie di stoccaggio

La crisi della supply chain ha messo in evidenza anche la necessità di dare priorità alla superficie di stoccaggio per poter stoccare tutta la merce richiesta dai clienti. Le aziende che hanno sperimentato un aumento della domanda si sono viste obbligate ad ampliare la loro capacità di stoccaggio.

Nonostante sia una buona notizia per le imprese che stanno crescendo, questa situazione propone nuove sfide. Ad esempio, negli Stati Uniti, uno studio della società di consulenza immobiliare CBRE prevede che la percentuale di penetrazione del commercio elettronico raggiungerà il 26% delle vendite al dettaglio nel 2025. Questa cifra richiederà oltre 30 milioni di metri quadri addizionali di spazio di stoccaggio per farsi carico della crescita della domanda.

Una delle ragioni dell’interruzione della supply chain è, paradossalmente, l’aumento della domanda
Una delle ragioni dell’interruzione della supply chain è, paradossalmente, l’aumento della domanda

Soluzioni per ottenere una logistica forte di fronte a nuove alterazioni

A seguito della ripresa del consumo, le aziende che hanno sperimentato un incremento della domanda stanno puntando su soluzioni per l’intralogistica che ottimizzino lo spazio di stoccaggio nei loro centri logistici. La mancanza di spazio può essere risolta con sistemi di stoccaggio intensivi come, ad esempio, le scaffalature drive-in, le scaffalature a gravità, o il sistema Pallet Shuttle. In questa categoria, spiccano i sistemi di stoccaggio automatico perché, oltre a sfruttare la superficie del magazzino, apportano un maggiore dinamismo alle attività di stoccaggio.

Il COVID-19 ha accelerato l’introduzione di queste nuove tecnologie nella supply chain e una delle aree con maggior espansione è stata la robotica nei magazzini. Nel suo libro The new (ab)normal, il professore del MIT Yossi Sheffi anticipa che nel 2022 il mercato mondiale dei robot di magazzino quadruplicherà.

D’altra parte, lo sconvolgimento della supply chain ha messo in evidenza che le aziende devono essere preparate per affrontare qualsiasi tipo di situazione. Avere la capacità di prevedere gli imprevisti risulta fondamentale per evitare o attenuare gli effetti dei cambiamenti del mercato. In questo scenario, tecnologie come un software di gestione magazzino si convertono in un alleato per anticipare i problemi e adattare i cicli logistici.

I sistemi di stoccaggio intensivi sfruttano la superficie disponibile
I sistemi di stoccaggio intensivi sfruttano la superficie disponibile

Tecnologia per la supply chain globale

Le aziende stanno facendo grandi sforzi per ridurre gli effetti delle alterazioni della supply chain, migliorando i processi logistici e affidandosi alla tecnologia e alla digitalizzazione.

Mecalux ha realizzato molti progetti destinati a migliorare la supply chain di aziende di tutti i settori, dall’installazione di sistemi di stoccaggio intensivi per stoccare un maggior numero di prodotti fino all’implementazione del software di gestione magazzino Easy WMS per controllare la tracciabilità della merce. Desideri una logistica flessibile e resistente di fronte ai cambiamenti del mercato? Contattaci subito.