Confronto tra progetti logistici greenfield e brownfield nei magazzini automatizzati

Greenfield vs. brownfield nei progetti logistici

24 giu 2026

Greenfield e brownfield sono due concetti chiave nella pianificazione dei progetti logistici. Entrambi definiscono il punto di partenza di un investimento: nel caso di un progetto greenfield, un magazzino viene costruito su un terreno vergine; nel caso di un progetto brownfield, invece, un centro logistico viene sviluppato su un’area precedentemente edificata. Nell’attuale contesto della logistica, in cui le aziende cercano di ottimizzare risorse e costi, comprendere la differenza tra greenfield e brownfield è fondamentale, sia per i progetti di magazzini automatici sia per l’implementazione di un software.

In questo articolo analizziamo le differenze tra un progetto greenfield e uno brownfield, con esempi pratici e suggerimenti per scegliere l’approccio più adatto in funzione dei costi, dei tempi di realizzazione e degli obiettivi di investimento.

Che cos’è un progetto 'greenfield'

Un progetto greenfield (greenfield project) consiste nel progettare e realizzare da zero una nuova struttura in un luogo in cui non è mai stato costruito nulla in precedenza. Questo tipo di progetto viene sviluppato su un terreno vergine, privo di infrastrutture preesistenti; per questo motivo, gli impianti elettrici, le reti di comunicazione e gli altri sistemi vengono generalmente pianificati e implementati fin dalle fasi iniziali. Secondo la società di consulenza Deloitte, l’esecuzione di un progetto greenfield può richiedere da tre a cinque anni, comprendendo fasi che vanno dalla pianificazione e dall’ottenimento dei permessi fino alla costruzione e all’avviamento operativo. Tuttavia, tali tempistiche riguardano principalmente gli impianti produttivi, poiché la costruzione di un magazzino autoportante è solitamente più rapida, il che rappresenta un importante vantaggio nel settore logistico.

Applicato a un magazzino automatico, un progetto greenfield definisce fin dall’inizio la capacità di stoccaggio, l’altezza della struttura (sia essa autoportante o inserita all’interno di un edificio), i flussi interni delle merci e la completa integrazione con i sistemi di gestione logistica, favorendo efficienza operativa e scalabilità futura.

Per quanto riguarda il software logistico, un progetto greenfield implica l’implementazione, per la prima volta, di un sistema di gestione del magazzino (WMS). L’azienda può configurare i processi di ricevimento, stoccaggio e spedizione in base alla propria strategia e integrare il sistema con un ERP (ad esempio SAP) fin dalla fase di progettazione. In questo modo, è possibile definire flussi operativi ottimizzati, garantire la tracciabilità dei prodotti sin dal primo giorno e sfruttare appieno le funzionalità del software, senza i vincoli derivanti da sistemi preesistenti.

'Greenfield': esempi nella logistica

Sebbene il concetto di greenfield sia tradizionalmente associato alla costruzione di un edificio su un terreno vergine, in ambito logistico il termine viene utilizzato per descrivere un progetto sviluppato ex novo, con una progettazione e un’esecuzione completamente nuove, anche quando il terreno era già urbanizzato o aveva ospitato altre costruzioni. Un esempio è quello di Lantmännen Unibake, uno dei principali fornitori europei di impasti freschi e surgelati per la produzione di pane e prodotti da forno. Concepito come un progetto chiavi in mano, il magazzino di Nowa Sól (Polonia) integra due sistemi automatici — uno per i prodotti surgelati e uno per quelli refrigerati —, dispone di una capacità di 15.920 pallet ed è collegato direttamente alla produzione, assicurando una capacità di spedizione di circa 100 pallet all’ora.

“Il magazzino automatico autoportante è stato progettato in modo modulare; ciò significa che potremo ampliarlo quando il nostro ritmo produttivo aumenterà, aggiungendo ulteriori corsie alle cinque attuali”, spiega Jerzy Sobieszczuk, Supply Chain Director per Polonia e Ungheria di Lantmännen Unibake.

A livello digitale, un esempio di progetto greenfield è rappresentato dall’implementazione iniziale di un WMS in una nuova piattaforma logistica. Il software viene progettato senza vincoli preesistenti, con una conseguente integrazione più fluida con altri sistemi e una completa tracciabilità fin dal primo giorno. È il caso dell’azienda tedesca di servizi industriali WISAG, che ha inaugurato a Francoforte un nuovo magazzino digitalizzato dotato del software Easy WMS di Mecalux. Grazie a questo sistema, l’azienda gestisce con la massima precisione 10.000 referenze. Michael Lederer, Amministratore Delegato di WISAG Logistics Solutions, sottolinea: “Conoscevamo già le funzionalità e i vantaggi di Easy WMS, il che ne ha facilitato l’implementazione in questo nuovo centro logistico”.

PepsiCo ha sviluppato in Polonia un progetto greenfield per il suo primo magazzino automatico
PepsiCo ha sviluppato in Polonia un progetto greenfield per il suo primo magazzino automatico

Che cos’è un progetto 'brownfield'

Un progetto brownfield si basa sulla modernizzazione o riqualificazione di una struttura situata su un’area precedentemente edificata, sfruttando le infrastrutture esistenti e riducendo l’impatto ambientale. Secondo CBRE, questo modello sta guadagnando terreno rispetto ai progetti greenfield, poiché favorisce un uso più efficiente del suolo (net land take targets), contribuisce all’abbassamento dei costi e promuove la riqualificazione di aree industriali o urbane.

A differenza di quanto avviene nel settore immobiliare, in ambito logistico i termini brownfield e retrofit vengono spesso utilizzati come sinonimi. Entrambi si riferiscono alla modernizzazione di una struttura operativa o all’aggiornamento delle sue tecnologie con l’obiettivo di prolungarne la vita utile e migliorarne le prestazioni, senza dover costruire un nuovo edificio. Diversi studi di settore — tra cui un’analisi pubblicata da Forbes sui magazzini brownfield — evidenziano come l’ammodernamento di centri già operativi consenta di sfruttare ubicazioni strategiche, pur comportando alcune sfide tecniche, come l’adattamento dell’automazione a strutture esistenti e la necessità di mantenere operative le attività durante i lavori.

In questa prospettiva, un progetto brownfield per i magazzini automatici offre la possibilità di trasformare un centro gestito manualmente attraverso l’introduzione di trasloelevatori trilaterali, una soluzione ottimale per automatizzare in modo rapido ed economico un’ampia gamma di magazzini tradizionali.

Nel campo della digitalizzazione, un progetto brownfield di software può prevedere la sostituzione o l’aggiornamento di una tecnologia esistente — ad esempio la migrazione da un vecchio WMS a Easy WMS — preservando i dati e mantenendo la compatibilità con l’ERP o con il sistema produttivo. Questo tipo di progetto modernizza l’infrastruttura digitale senza interrompere l’operatività quotidiana, valorizzando l’esperienza acquisita dagli utenti con i sistemi precedenti e diminuendo i tempi di implementazione rispetto a un progetto ex novo.

'Brownfield': esempi nella logistica

Un caso rappresentativo di progetto brownfield nel settore logistico è quello di IKEA Components in Slovacchia, dove un magazzino manuale esistente è stato trasformato in un magazzino automatizzato senza interrompere le attività operative. Frantisek Stora, Direttore Generale di IKEA Components Slovacchia, spiega: “Avevamo esperienza nell’automazione dei magazzini, ma soprattutto in progetti greenfield, cioè concepiti da zero. Con l’aiuto di Mecalux siamo riusciti a trasformare una struttura esistente sfruttando sia l’edificio sia le scaffalature già presenti. Il progetto si è rivelato più complesso rispetto ad altre occasioni, ma ora che è stato completato posso confermare che la sua realizzazione è stata un successo per noi”.

Per quanto riguarda il software logistico, un esempio significativo di progetto brownfield è quello di Electrolux, leader mondiale nel settore degli elettrodomestici, e del suo magazzino di Cali (Colombia). Prima dell’implementazione di Easy WMS, la multinazionale utilizzava un sistema di gestione del magazzino che stava diventando obsoleto. Jeison Saavedra, Inventory Analyst di Electrolux, afferma: ”Con una supply chain dinamica come quella di Electrolux, avevamo bisogno di un software più avanzato e ricco di funzionalità. Quando il numero delle referenze ha iniziato ad aumentare, ci siamo resi conto della necessità di un controllo più rigoroso delle merci”. Oggi, grazie a Easy WMS, l’azienda è in grado di monitorare in tempo reale la tracciabilità di 250.000 prodotti.

Electrolux in Colombia è un chiaro esempio di progetto brownfield nel settore logistico
Electrolux in Colombia è un chiaro esempio di progetto brownfield nel settore logistico

'Greenfield' vs. 'brownfield': quale scegliere?

La scelta tra un progetto greenfield e uno brownfield in ambito logistico dipende dalla situazione specifica di ogni azienda e dai suoi obiettivi di investimento:

  • Spazio e ubicazione. Se l’azienda dispone di un terreno e desidera realizzare una struttura completamente nuova, l’approccio greenfield è generalmente la soluzione più adatta, poiché consente di ottimizzare la configurazione del magazzino e delle infrastrutture fin dall’inizio.
  • Continuità operativa. Quando è essenziale mantenere l’attività senza interruzioni, un progetto brownfield permette di modernizzare l’impianto in modo graduale, minimizzando l’impatto sui flussi delle merci.
  • Budget. I progetti greenfield richiedono solitamente un investimento iniziale più elevato, mentre quelli brownfield sfruttano parte delle infrastrutture logistiche esistenti, contribuendo a ridurre costi e tempi di realizzazione.
  • Tecnologia e scalabilità. I progetti greenfield facilitano l’implementazione di soluzioni completamente integrate e facilmente scalabili. I progetti brownfield, invece, accompagnano il percorso di digitalizzazione e automazione senza dover sostituire integralmente i sistemi esistenti.
  • Rischi e complessità. I progetti greenfield offrono il massimo controllo sulla progettazione e sull’operatività, ma comportano maggiori sfide nelle fasi di pianificazione e costruzione. I progetti brownfield richiedono una pianificazione più accurata per adattarsi ai vincoli esistenti, ma possono essere realizzati più rapidamente e con un minore impatto ambientale.

La soluzione più adatta per modernizzare la logistica

La scelta tra greenfield e brownfield rappresenta il punto di partenza di qualsiasi strategia di modernizzazione logistica. Se da un lato i progetti greenfield consentono di progettare da zero l’impianto ideale, dall’altro i progetti brownfield dimostrano che è possibile automatizzare e digitalizzare magazzini esistenti con un impatto minimo sulle operazioni.

In entrambi i casi, affidarsi a un partner tecnologico specializzato in soluzioni chiavi in mano, in grado di integrare sistemi automatici e software logistico, è cruciale per garantire un investimento efficiente, scalabile e pienamente allineato agli obiettivi strategici dell’azienda.

I progetti 'greenfield' e 'brownfield' in 5 domande

Che cos’è un progetto 'greenfield’?

Un progetto greenfield viene sviluppato da zero su un terreno vergine, senza i vincoli imposti da infrastrutture o sistemi preesistenti. Il suo obiettivo è progettare la struttura più idonea e implementare la tecnologia in modo completamente integrato.

Che cos’è un progetto 'brownfield'?

Un progetto brownfield consiste nella realizzazione di un progetto su un’area precedentemente edificata, sfruttando le infrastrutture esistenti e riducendo l’impatto ambientale. In ambito logistico, il termine si riferisce anche alla modernizzazione di un magazzino attraverso l’automazione e la digitalizzazione, senza interrompere le attività operative.

Qual è la differenza tra 'greenfield' e 'brownfield'?

La differenza principale riguarda le infrastrutture: i progetti greenfield partono da zero, mentre quelli brownfield riutilizzano e adattano strutture esistenti. I primi offrono la massima libertà progettuale, mentre i secondi permettono una modernizzazione più rapida e con un investimento iniziale inferiore.

Quali sono alcuni esempi di investimenti 'greenfield' e 'brownfield'?

Un esempio di progetto greenfield è la costruzione di un magazzino autoportante progettato e realizzato su un terreno privo di sviluppi precedenti. Un esempio di progetto brownfield è la trasformazione di un magazzino manuale in un magazzino automatico mediante l’installazione di trasloelevatori trilaterali o di altri sistemi di automazione.

¿È possibile realizzare un magazzino automatico 'brownfield'?

Sì, è assolutamente possibile. Un magazzino automatico brownfield può essere modernizzato gradualmente attraverso l’introduzione di trasloelevatori, sistemi di trasporto e software avanzati, purché il progetto venga pianificato in modo da garantire la continuità operativa e da adattarsi ai vincoli fisici della struttura esistente.