Come definire la portata e gli obiettivi di un progetto di trasformazione

30 set 2026

“Le aziende che non si trasformano in qualche modo rischiano di diventare temerariamente conservatrici”

Le iniziative devono essere avviate da una prospettiva orientata al cliente e basarsi su cambiamenti concreti dei processi

ANALISI APPROFONDITA
Di Ian Murrin, Rajesh Jethwa e Mike Wright

Definire la portata e gli obiettivi di un progetto di trasformazione è estremamente complesso. Occorre trovare un equilibrio tra ambizione e prudenza: fissare obiettivi troppo ambiziosi può impedire il conseguimento dei risultati attesi e far percepire il progetto come un fallimento; al contrario, stabilire obiettivi eccessivamente conservativi, pur raggiungendoli, può limitare l'impatto dell'iniziativa e compromettere la trasformazione dell'organizzazione. Come disse Michelangelo, “il pericolo più grande per la maggior parte di noi non è fissare obiettivi troppo alti e non raggiungerli, ma fissarli troppo bassi e raggiungerli”. Questo equilibrio deve riflettere la cultura e le capacità dell'azienda. Nell'ambito della pianificazione non esistono verità assolute: ciò che per alcuni è rivoluzionario, per altri può essere prudente.

Quando il presidente John F. Kennedy pronunciò il suo celebre discorso del 1962 all'Università Rice, propose un obiettivo dirompente: “Abbiamo deciso di andare sulla Luna in questo decennio e di affrontare altre grandi sfide, non perché siano facili, ma proprio perché sono difficili”.

Non iterare né evolversi rappresenta il più alto livello di rischio che un'organizzazione possa assumere

Non iterare né evolversi rappresenta il più alto livello di rischio che un'organizzazione possa assumere. Il ritmo del cambiamento è notevolmente accelerato rispetto all'epoca di Michelangelo e optare per l'inazione comporta un prezzo molto elevato. Le aziende che non si trasformano in qualche modo rischiano di diventare “temerariamente conservatrici”, con conseguenze sia implicite sia esplicite. Introdurre cambiamenti significativi di tanto in tanto è fondamentale.

Nel definire la portata e gli obiettivi del cambiamento, è necessario affrontare sei aree chiave correlate ai processi di modernizzazione tecnologica:

Allineamento strategico

Le trasformazioni devono essere collegate alla strategia aziendale complessiva dell'organizzazione e le relative linee d'azione devono essere espresse in termini concreti, in modo da rifletterla e sostenerla. L'azienda è pronta ad avviare un nuovo processo di cambiamento, tenendo conto delle priorità contrastanti presenti a tutti i livelli? Quali compromessi è disposta ad assumersi? La strategia è sufficientemente definita e consolidata da poter indicare con chiarezza la direzione da seguire?

Visibilità e responsabilità personale

In funzione della portata del cambiamento desiderato, il top management, incluso l'amministratore delegato, deve sostenere gli obiettivi e la portata del progetto in modo personale e visibile. Ad esempio, sebbene si stimi che lo sbarco dell'uomo sulla Luna sia stato possibile grazie al contributo di 400.000 persone, il discorso di Kennedy influenzò in modo determinante gli sforzi degli Stati Uniti.

Obiettivi incentrati sul cliente

Le iniziative devono essere avviate da una prospettiva orientata al cliente e basarsi, idealmente, su aspetti concreti dei processi e dei dati che consentano di migliorarne l'esperienza. Se sono previsti cambiamenti significativi della piattaforma tecnologica, questi devono essere definiti in funzione del valore aziendale che apportano e non delle modifiche tecniche in sé.

I traguardi devono essere valutati sulla base di dati osservabili e non di percezioni soggettive

Rappresentanza completa delle parti interessate

È fondamentale garantire una rappresentanza ampia e diversificata nelle strutture di supervisione e governance. Tuttavia, ciò può generare controversie, poiché quanto maggiore è il numero di stakeholder esterni coinvolti, tanto più elevato sarà il rischio percepito. In realtà, il coinvolgimento di stakeholder esterni contribuisce a garantire una governance solida e orientata all'esperienza del cliente. Fornitori, enti regolatori e associazioni di tutela dei consumatori possono svolgere un ruolo importante.

Mantenere obiettivi chiari

Valutate attentamente il numero degli obiettivi e la loro portata, poiché è facile sovraccaricare un'iniziativa con traguardi non prioritari. Kennedy riassunse lo scopo del programma spaziale Apollo, destinato a durare diversi anni, in un'unica, efficace frase: portare un americano sulla Luna e riportarlo sulla Terra sano e salvo prima della fine del decennio. Era un obiettivo concreto, ambizioso e con una scadenza ben definita.

Operare sulla base di dati osservabili

Tutti i progetti e i programmi richiedono traguardi intermedi e punti di controllo che consentano di mantenere la direzione prevista, oltre a una comunicazione periodica sui progressi compiuti. Persino le notizie "negative" riguardanti errori o contrattempi possono essere interpretate in modo "positivo", grazie agli insegnamenti appresi e ai miglioramenti che ne derivano. È tuttavia fondamentale non basare la valutazione dei progressi sulle opinioni. Quando possibile, i traguardi devono essere valutati sulla base di dati osservabili e non di percezioni soggettive.

  

Transform!: The 14 Behaviors Driving Successful Digital Transformation in the Age of Gen AI, di Ian Murrin, Rajesh Jethwa e Mike Wright

Estratto modificato da Transform!: The 14 Behaviors Driving Successful Digital Transformation in the Age of Gen AI, Ian Murrin, Rajesh Jethwa, Mike Wright (2025). Copyright John Wiley & Sons, Inc.. Tutti i diritti sono riservati. Ristampato con l’autorizzazione di Wiley. Transform! è disponibile in formato cartaceo e digitale presso librerie e piattaforme di vendita di ebook. L'audiolibro sarà disponibile a partire dal 29 ottobre 2026.

  

Ian Murrin, leader tecnologico e imprenditore con una vasta esperienza nella creazione, nella crescita e nella vendita di aziende ad alto impatto IAN MURRIN
Leader tecnologico e imprenditore con una vasta esperienza nella creazione, nella crescita e nella vendita di aziende ad alto impatto. Nel corso di oltre 30 anni, ha guidato programmi di trasformazione tecnologica per oltre 130 tra le principali istituzioni finanziarie, fondi speculativi, società energetiche e operatori del mercato delle materie prime a livello mondiale, tra cui Shell, BP, Glencore, Anglo American, Deutsche Bank, Nomura e Morgan Stanley. Nel 2000, ha fondato Digiterre con l’obiettivo di colmare il divario tra l’ambizione e l’esecuzione tecnologica.
Rajesh Jethwa, Chief Technology Officer pluripremiato, fornisce soluzioni su misura a organizzazioni aziendali globali RAJESH JETHWA
Chief Technology Officer pluripremiato, fornisce soluzioni su misura a organizzazioni aziendali globali. Ha iniziato la sua carriera presso Lloyds Banking Group, dove ha guidato l'area tecnologica del front office per il mercato valutario, il mercato monetario e i pagamenti internazionali, progettando e gestendo piattaforme per 10 anni. In qualità di CTO di Digiterre, fornisce consulenza ad aziende dei servizi finanziari, dell'energia e del commercio delle materie prime. Laureato in Scienze informatiche presso la University College London, è membro della British Computer Society.
Mike Wright, dirigente tecnologico specializzato nell'innovazione e nell'evoluzione aziendale MIKE WRIGHT
Dirigente tecnologico specializzato nell'innovazione e nell'evoluzione aziendale. Ha ricoperto il ruolo di Chief Information Officer presso organizzazioni quali McKinsey & Company, Willis Towers Watson, Man Group e Fidelity International. Ha guidato importanti trasformazioni digitali e progetti pionieristici nell'ambito delle metodologie agile, collaborando a stretto contatto con Digiterre in iniziative di innovazione. Riconosciuto in due occasioni come uno dei migliori CIO del Regno Unito, è direttore associato non esecutivo del Disclosure and Barring Service britannico ed è laureato in Biochimica presso l'Università di Oxford.